La Parrocchia assegnata è quella di Santa Teresa del Bambino Gesù nella diocesi di Natitingou retta dal vescovo Mons. Pascal N’Koue. Ci troviamo nella regione montagnosa dell’Atakora, segnata da una infinità di guerre, invasioni, razzie, che hanno condizionato lo stile di vita delle pacifiche popolazioni locali. La missione si occupa di una ventina di villaggi, il più grande dei quali è quello di Wansokou. È difficile essere più precisi perché si tratta di Parrocchia istituita per l’occasione e frutto dello smembramento di altre già esistenti. Gli abitanti sono circa 20.000. Anche questo numero è approssimativo in assenza di anagrafe che consenta di essere meno generici.

E' praticata la religione tradizionale, fatta di animismo e culto degli antenati. La sensazione che si ha arrivando in questi villaggi è di fare un salto lunghissimo indietro nel tempo. Poche cose sono cambiate a Wansokou negli ultimi mille anni. La mancanza di energia elettrica, la penuria di grandi strade di collegamento, la povertà di risorse della zona, fanno sì che la vita proceda lenta come il corso dei grandi fiumi africani, ritmata dall’alternarsi della breve stagione delle piogge con la lunga stagione secca. Le regole, poche e molto chiare, sono dettate dall’esperienza di millenni e fatte rispettare dal Capo Villaggio, democraticamente eletto dopo lunghe discussioni che arrivano ad occupare diverse giornate. I villaggi si animano e si riempiono di gente solo nei giorni di mercato, luogo di baratto di merci ma soprattutto di incontro e di socializzazione. Il mercato per l’africano riveste una importanza che va al di là del semplice commerciare, al punto che la settimana tradizionale è determinata dai giorni del mercato. Nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio, l’Atakora sembra la pelle di un leopardo: i campi giallastri e secchi si maculano del nero dei fuochi accesi dai contadini per ripulire dalle erbacce e cacciare i serpenti, pericolo subdolo e costantemente in agguato. E’ in questa stagione, quando l’harmattan, il vento ormai stanco della lunga corsa iniziata nel Sahara, accarezza i pendii delle colline, che la gente costruisce e ripara le capanne, fatte di fango e dal tetto di paglia sapientemente intrecciata. Fino al 1985, nel comprensorio di Wansokou, ha svolto attività di promozione umana e sociale il gruppo “Mani Tese” della città di Gorgonzola (MI), che ha istituito un dispensario medico.

fonte: http://diocesisansevero.altervista.org/

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